Album: Zahra Fugues
Author: Nicola Tenani
Publication: Darkroom (source)
Date: 02/08/2010

Piano Stainway & Sons Grand Piano Model M-1934, 88 keys Bianconeri of elegance and refined presence. Imagine the living room of an apartment in New York and you have the image of the location where born the twenty-six tracks of "Zahra Fugues." Zahra is a friend of Frank Rothkamm when, when we arrived from Germany in the Big Apple, he finds himself alone, without any tool (even a tiny keyboard analog) but with so many notes in his head looking for a score exist. And she offers her Stainway the fifth floor of an apartment in New York. A story like so many classic belonging to the universe: from Handel to Mozart, from Rossini to Schubert, the music almost always 'classical' is written on the staff as in the legends of the ages, and behind this little piece of friendship are formed scores Frank, included in tetralogy of which we have already offered the first chapter. Then drain the piano as the central theme, and Rothkamm is inspired by the eighteenth century through the contemporary baroque virtuosity in a timeless concept, including quick 'touch', dance rhythms, frenetic anarchy. Relive the early days when Bach or Patchebel, like Haydn or Mozart sonatas by filling their finery: exemplary in this sense, "Zahra Fugue 23" or, conversely, the executions in contemporary style with Glenn Gould, but also with Rachmaninov . Elegant then the "Zahra Fugue 25" or "Zahra Fugue 9", more convoluted and difficult to implement - but in the enviable technique - "Zahra Fugue 16" or "Zahra Fugue 12". Beautiful artwork on the cover, in which a geisha playing the piano taking up the colors and shapes of ancient Japanese prints, Renaissance or images on the floppy itself: a very good development graphic Rothkamm Frank, which grows along with its small Flux Records . If the two works which we have described the sounds in the recent past there had been absolutely convinced some choices of electronics at times chaotic, in this work entirely acoustic genius of the Germanic Rothkamm winning smiles with the forty minutes, and the thousand notes executed the plan. Not if it takes the occasional music 'classical' bully comes from our pages is that thin thread that binds 'our' sounds of today with their illustrious origins, and that we first want to make steel that does not break a bond sometimes so tenuous.

-- original Italien --

Un pianoforte Stainway & Sons modello M-Gran Piano del 1934, 88 tasti bianconeri di eleganza e raffinata presenza. Immaginatelo nel salone di un appartamento a New York ed avrete l'immagine della location in cui nascono le ventisei tracce di "Zahra Fugues". Zahra è amica di Frank Rothkamm quando, nel momento in cui dalla Germania il Nostro arriva nella Grande Mela, si trova solo, senza alcuno strumento (anche solo una minuta tastiera analogica) ma con tante note in testa che cercano uno spartito per esistere. E lei gli offre il suo Stainway al quinto piano di un appartamento newyorkese. Una storia come tante appartenenti all'universo classico: da Haendel a Mozart, da Rossini a Schubert, quasi sempre la musica 'colta' è scritta nel pentagramma come nei racconti leggendari delle epoche, e dietro questo piccolo frammento di amicizia si formano le partiture di Frank, inserite nella tetralogia di cui vi abbiamo già offerto il primo capitolo. Quindi la fuga pianistica come tema centrale, e Rothkamm si ispira al barocco settecentesco fino al contemporaneo virtuosismo in un concept senza tempo, tra veloci 'toccate', ritmi di danza, anarchie frenetiche. Rivivono gli albori in cui Bach o Patchebel, come Haydn o Mozart, riempivano le loro sonate di fronzoli: esemplare in tal senso la "Zahra Fugue 23" oppure, all'opposto, le contemporanee esecuzioni in stile con Glenn Gould, ma anche con Rachmaninov. Eleganti allora la "Zahra Fugue 25" o la "Zahra Fugue 9", più contorte e di difficile esecuzione - ma invidiabili nella tecnica - la "Zahra Fugue 16" o la "Zahra Fugue 12". Bellissimo l'artwork di copertina, in cui una geisha suona il piano riprendendo i colori e le forme delle antiche stampe nipponiche, o le immagini rinascimentali del dischetto stesso: un'ottima evoluzione grafica di Frank Rothkamm, che cresce insieme alla sua piccola Flux Records. Se nei due lavori di cui vi abbiamo illustrato i suoni nel passato recente non ci avevano del tutto convinto alcune scelte di elettronica a volte caotica, in quest'opera totalmente acustica il germanico genio di Rothkamm ci sorride conquistandoci con i quaranta minuti e le mille note eseguite al piano. Non ce ne vogliate se saltuariamente la musica 'colta' entra prepotente tra le nostre pagine: è quel sottile filo che lega le 'nostre' sonorità odierne alle loro illustri origini, e che noi per primi vogliamo rendere acciaio affinché non si spezzi un legame a volte così labile.

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